Encrucijada y Futuro del Ser Humano

Los pasos hacia la nación humana universal

La Nazione Umana Universale, un’utopia che potrebbe diventare la realtà di domani

La Nazione Umana Universale, un’utopia che potrebbe diventare la realtà di domani

El 25 de octubre de 2017, Escrito por , en Notas de Interés, con 0 Comentarios

21.10.2017 – Milano – Redazione Italia

Dopo le tappe francesi a Parigi, Marsiglia e Tolosa, quella belga a Bruxelles e quelle italiane a Roma e Firenze, il 20 ottobre si è concluso alla Camera del Lavoro di Milano il giro di presentazioni del libro di Guillermo Sullings “L’umanità al bivio – I passi verso la Nazione Umana Universale”.

L’autore è stato introdotto da Olivier Turquet, direttore editoriale di Multimage, casa editrice senza fini di lucro che ha pubblicato il libro, ruolo a cui ha aggiunto per l’occasione quello di traduttore dallo spagnolo insieme a Giovanna Ubaldeschi.  Guillermo Sullings ha iniziato la sua esposizione ripercorrendo la storia umana, vista come un costante tentativo di superare il dolore e la sofferenza e ricordando che molte utopie del passato costituiscono la realtà di oggi. Perché allora non lanciare un’utopia come quella della Nazione Umana Universale, di un mondo senza violenza, senza discriminazioni e senza frontiere, un sogno e un’aspirazione già presente nel cuore di milioni di esseri umani? Un’utopia che potrebbe diventare la realtà di domani.

In altri momenti storici era più chiaro dove si stava andando, quali erano le parti in gioco, qual era la strada, pur difficile, da intraprendere per rivendicare diritti e superare ingiustizie; oggi invece la situazione è più complessa e la difficoltà di capire qual è la strada giusta conduce spesso a un senso di contraddizione e paralisi. C’è molta gente che fa cose interessanti in tanti campi, ma se non si vedono le relazioni tra di essi, non si collegano le diverse attività e non si adotta un approccio interdisciplinare, come il libro tenta di fare, sarà molto difficile avanzare verso la Nazione Umana Universale.

La società è preparata a portare avanti questo progetto? A volte sembra di sì e altre di no. La manipolazione dell’opinione pubblica a opera dei mass media fa sì che spesso la gente voti per chi più la danneggia e in quei momenti è facile perdere la speranza. Bisogna ricordare però che i passi avanti dell’evoluzione umana sono avvenuti grazie ad alcuni che hanno preso coraggio e intrapreso qualcosa di nuovo (come i primi esseri umani che si sono avvicinati al fuoco invece di fuggire) e che poi altri si sono entusiasmati e li hanno seguiti. Non si vede perché l’evoluzione umana dovrebbe fermarsi proprio adesso, a meno di non ritenere che la sua massima espressione sia l’uomo più potente della Terra oggi, Donald Trump. Se qualche altra specie ci vedesse da fuori e pensasse una cosa simile, sarebbe davvero una “figuraccia galattica”. Una battuta che ha suscitato risate e applausi da parte del pubblico.

La chiave della trasformazione, ha insistito Guillermo Sullings, sta nella democrazia reale, un processo da attuare in tutti i campi per superare la concentrazione di potere economico, politico e militare che blocca ogni progresso. I 120 passi indicati nel libro come misure concrete per avanzare verso la Nazione Umana Universale non sono una ricetta di cucina, ma idee e azioni da mettere in moto collegando i diversi campi di attività in una direzione convergente. Un coordinamento tra forze diverse è indispensabile, giacché soli e isolati non si va da nessuna parte.

Per compiere tutto questo è necessario un contatto con il Profondo di ogni essere umano, che possa mettere in moto una mistica sociale in grado di trasformare il mondo. Nessun cambiamento sociale è possibile se non c’è anche un cambiamento personale e viceversa, un concetto che si può sintetizzare nella Regola d’Oro presente in tutte le religioni e le culture: “Tratta gli altri come vuoi essere trattato”. E in questo cambiamento un ruolo fondamentale è svolto dall’educazione, con la sua capacità di trasmettere valori come la nonviolenza e la non discriminazione alle giovani generazioni.

L’autore ha concluso la sua appassionante esposizione con un aneddoto che è anche un omaggio all’Italia: quando Michelangelo terminò la Pietà, rispose a chi lodava la bellezza della sua opera dicendo: “Non l’ho fatta io. Era già nel blocco di marmo e io ho tolto solo quello che era di troppo”. La Nazione Umana Universale è la stessa cosa: esiste già nel cuore degli esseri umani, ma per realizzarla bisogna togliere ciò che è di troppo, dall’individualismo alla discriminazione.

Un incontro ispiratore, che si è poi arricchito con le domande del pubblico e ha lasciato una sensazione di speranza e possibilità.

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